01 dicembre 2010 ~ 0 Commenti

Caos nella capitale, gli studenti mandano in tilt la città

Se come dice il presidente del Consiglio, “i veri studenti sono a casa a studiare”, allora il futuro del nostro paese non è nelle mani di grandi studiosi, dal momento che, nel pomeriggio di ieri, a lasciare i libri a casa perché completamente intenti a protestare, erano veramente in molti.
Nella capitale, infatti,Scene di guerriglia, hanno fatto da contorno alla lunga giornata parlamentare che ha portato all’approvazione della riforma Gelmini alla Camera. Il corteo dei manifestanti, che è partito da Piazza Venezia fino a Montecitorio, per concludersi in serata presso la stazione Termini, ha bloccato la vita ordinaria di Roma e dei suoi cittadini. Traffico impazzito, ambulanze bloccate e trasporti pubblici paralizzati da uno sciopero che è durato praticamente tutta la giornata. Il tutto condito da una pioggia lieve, ma incessante. Tuttavia, a parte lanci di uova,  gavettoni e qualche carica subito sedata, episodi di vera e propria violenza non ce ne sono stati. Lo dimostra il fatto che su migliaia di manifestanti c’è stato un solo fermato dalle forze dell’ordine, che presidiavano, in regolare assetto antisommossa, Palazzo Grazioli.
Le denunce da parte delle istituzioni non sono tardate ad arrivare, oltre a quella già citata del premier, a rendere ancora più drammatico lo scenario ci ha pensato il ministro degli Interni Maroni, che, non mancando mai di elogiare l’operato della polizia, ha criticato il comportamento degli studenti sostenendo che: “non si manifesta pacificamente con mazze, pietre e bombe carta”. Gli ha fatto eco Umberto Bossi, calcando ancora la teoria della strumentalizzazione, nonostante abbia riconosciuto qualche ragione ai manifestanti.
I disordini, ovviamente, non si sono limitati alla sola capitale. Sono scesi dai tetti per portare la protesta nelle strade, in quasi tutta la penisola; Torino, Napoli, Bologna, Milano, Pisa sono state teatro di manifestazioni che hanno causato ingenti danni alle rispettive amministrazioni.
Una protesta che si sta diffondendo a macchia d’olio, insomma, addirittura a Parigi sull’arco di trionfo è comparso uno striscione contro il decreto Gelmini, postato da un gruppo di studenti italiani.
E c’è da temere che questo ‘68 dei giorni nostri sia solo all’inizio, se, come è altamente probabile, la riforma troverà via libera anche al senato.

U. Cataluddi

Scritto da MovimentoUnioneItaliano

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