02 settembre 2010 ~ 0 Commenti

Torna a “suonare” una cabina di verniciatura Nova Verta con la band “dARI” e la nuova canzone “Più di te”

Ancora una volta protagonista di un video musicale un impianto di verniciatura Nova Verta nel set del brano “Più di te” dei dARI, una giovane band valdostana tanto amata dai teenager. Il videoclip del singolo, tratto dal loro ultimo album “In testa”, è visibile su Youtube ed è stato girato all’interno di una realizzazione della nota Azienda del territorio aretino.

E’ la seconda volta che una cabina Nova Verta “fa musica” e lascia spazio non ad auto, treni, aerei da verniciare ma agli strumenti di quattro giovani ragazzi. Per qualche istante l’impianto ha smesso di immettere e aspirare aria, spruzzare vernice e raccogliere dai filtri e griglie la polvere o l’overspray in eccesso, per dar voce alle note e alle parole di un gruppo musicale sulla cresta dell’onda fra gli adolescenti del momento.

Dopo il successo del loro primo lavoro “Sottovuoto Generazionale” e la pubblicazione del libro “TuttodARIfare”, la band è finalmente tornata, per i suoi fan, a far parlare di sé, più colorata e trasgressiva che mai presentando il brano “Più di te” dal testo ironico-dissacratore e dai toni accesi.

Apparsi più volte sul palco genovese dei MTV Trl Awards, hanno deciso di ambientare il video della loro ultima creazione in un contesto inconsueto, originale, come la musica che suonano, ispirata al punk e alla dance. La critica di loro ha detto: “Come degli esperti chimici, calibrano e dosano elettronica, vocoder, synth ed estetica, trasformando la materia a loro immagine, nella definizione di un’odierna e personalissima visione dell’electroclash”.

Ascoltando le interviste di due membri del gruppo, Massimo Gabutti e Fabio Salituro, si comprende quindi l’intenzione che li ha spinti a ricercare un set così “strano”, i dARI volevano esser proiettati su un palco “alieno, al limite della fantascienza, in un’atmosfera a forti tinte psichedeliche, in stridente contrasto con gli inserti surreali ambientati in location quotidiane”.

E’ un genere che molti adulti non riescono ad apprezzare perché non conosce mezze misure, fonde slogan, linguaggio sms, colori, acconciature sparate con l’elettronica degli anni ‘70 e ‘80, ed è costantemente animato da giovani sprezzanti come tanti ragazzi di oggi. Ma forse è proprio questo che porta invece le nuove generazioni a seguire e perfino imitare i dARI.

Scritto da Francesca Bernardini

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