09 giugno 2010 ~ 0 Commenti

Stress lavoro: SA.PR.A. espone la metodologia di valutazione rischio e il suo Piano di abbattimento

L’organismo formativo di SAPRA, in cooperazione con SA.PR.A. Sanità, ha studiato, sia a livello provinciale che regionale, le esigenze formative delle aziende e dei datori di lavoro. L’attenzione si è concentrata sulla normativa ufficializzata dal D.lgs. 81/08, analizzando le tematiche inerenti il rischio stress lavoro correlato.

La metodologia di valutazione rischio stress lavoro correlato esposta da SAPRA è piuttosto articolata: essa può necessitare di una singola fase di approfondimento e nei casi più complessi di una seconda fase.

Il primo stadio, simile per tutte le aziende, prevede un incontro tra il perito tecnico, il datore di lavoro, le figure aziendali preposte e il medico competente. A seguito verrà redatta una check list sulla realtà aziendale che prenderà in esame molteplici aspetti: l’esame del dvr e l’analisi dell’organizzazione aziendale, le sue caratteristiche produttive, la tipologia della forza lavoro, i dati ricavati dal medico competente, la verifica della presenza di casi di disagio lavorativo, la valutazione delle misure attuate dall’azienda per evitare condizioni di lavoro potenzialmente stressogene, la valutazione di  indicatori indiretti di stress. Se la valutazione stabilisce dei rischi bassi, allora essa si concluderà con la rivalutazione biennale del rischio stress lavoro correlato, diversamente, con un rischio medio/elevato, si dovrà procedere con la seconda fase.

Il primo step della seconda fase prevede l’individuazione da parte di uno psicologo di condizioni lavorative potenzialmente stressanti (Indagine  delle soggettività). A questo proposito il Datore di lavoro potrà scegliere tra i diversi sistemi di valutazione:

I questionari che, certificati da esperti della ricerca, devono avere modalità univoca di somministrazione ed interpretazione dei punteggi, garantire l’anonimato ed essere compilati almeno dal 50% di tutti i soggetti da testare.

I focus group in cui i soggetti da coinvolgere sono suggeriti dal Datore di  Lavoro e dal  RLS. Il gruppo, gestito da uno  psicologo conduttore e  da uno psicologo osservatore è  trasversale  e di pari livello.

Le  interviste semi-strutturate in cui lo psicologo ha una lista di domande aperte e semi aperte che favoriscono l’espressione e il coinvolgimento dell’intervistato.

Nel caso in cui l’indagine soggettiva indichi un rischio basso, la valutazione verrà interrotta e l’azienda dovrà provvedere a porre rimedio agli aspetti risultati insufficienti nell’indagine. La valutazione andrà ripetuta a distanza di 2 anni. Invece nel caso i criteri soggettivi indichino un rischio medio/alto si dovrà procedere ulteriormente, con la riduzione/eliminazione dello stress, attraverso un programma specifico teso a migliorare l’organizzazione, la gestione e gli ambienti del lavoro, a dare una formazione adeguata, applicando misure di eliminazione/riduzione dello stress.

Laddove non si trovi soluzione intervenendo sull’organizzazione del lavoro si dovrà attuare la sorveglianza sanitaria con il Medico Competente, e un piano di monitoraggio delle condizioni di rischio individuate e dell’efficacia degli interventi preventivi previsti. Rivalutazione dovrà avere luogo dopo 1 anno.

SA.PR.A. informa, altresì, che per quanto riguarda le aziende con meno di dieci dipendenti la metodologia messa in pratica per la valutazione rischio stress lavoro-correlato è meno complessa, infatti dopo la prima fase, accertato un rischio medio alto si passerà direttamente all’abbattimento/riduzione dello stesso senza far ricorso agli strumenti per la rilevazione della percezione soggettiva dei lavoratori.

Scritto da Paola Vigetti

Scrivi Commento