03 marzo 2010 ~ 0 Commenti

Liberta’ di scelta per tutte le Eluana d’Italia

A chiederla e’ Franca Alessio, l’avvocato che e’ stata curatrice speciale della donna in stato vegetativo da 17 anni per la quale la Corte d’appello di Milano aveva dato l’ok all’interruzione di alimentazione e idratazione artificiali.

“Ho sempre sostenuto che ci deve essere liberta’ di scelta per i pazienti come lei, che ognuno deve poter essere libero di scegliere se continuare a vivere o se rifiutarsi di andare avanti in certe condizioni. Ma dopo aver incontrato Eluana ne sono ancora piu’ convinta”. (Adnkronos)

Il caso Englaro, riflette, “ha scosso le coscienze. In tanti, dopo la sua morte, hanno deciso di correre ai ripari e di affidare le proprie decisioni sul fine vita a dichiarazioni scritte“.

L’accanimento è stato sia clinico che mediatico e non solo nei confronti di Eluana, anche il padre, Beppino Englaro, è stato aspramente criticato di volere la morte della propria figlia (fino ad essere accusato di omicidio colposo).

“Non c’era nessuna pieta’, ne’ comprensione”. Perche’ vicende come quella di Eluana non si ripetano piu’ serve “una legge giusta, che non resti ancorata al divieto inderogabile di interruzione dell’idratazione e alimentazione artificiali”.

Nel libro “La libertà è la vita“, scritto da Beppino Englaro con Elena Nave ed edito da Rizzoli possiamo leggere “Se non posso essere quello che sono adesso, preferisco morire” frase che Eluana avrebbe pronunciato dopo l’esperienza di un suo amico in coma.

In fondo è come se anche Eluana avesse lasciato un personale testamento biologico. Ma se avesse potuto scegliere, conoscendo le cure palliative e i trattamenti etici di fine vita? Forse una possibile quanto semplicemente utopica risposta la si trova proprio nel video.

Scritto da riccardobassetti

Scrivi Commento