19 novembre 2009 ~ 0 Commenti

Giorgio Celli, Costanza Savini e Lolita Timofeeva hanno discusso della loro…

Il 10 novembre alle ore 18 nella Biblioteca delle Donne a Bologn sono stati presentati tre libri: “Il lago in soffitta“ – un romanzo, “La costellazione del Principe Splendente” – una favola di Costanza Savini e “Destini”, scritto da Giorgio Celli e Costanza Savini  a quattro mani. Seguirono letture di brani dei libri citati, eseguite da Gaetana Miglioli e Daniela Delzotti.

Il libro “Destini” insieme alle opere di Lolita Timofeeva trasportano lo spettatore all’interno delle camere di un albergo.

Qui di seguito citiamo un brano di Elisabeth Thatcher a riguardo:

“È un connubio e un confronto singolare caratterizzato dall’uso di due diversi mezzi espressivi come scrittura e pittura per affrontare lo stesso tema.

La scrittrice Costanza Savini www.costanzasavini.it si mette nei panni della vecchia proprietaria di un lussuoso albergo,  osservando le vite e i destini più inaspettati che passano davanti ai suoi occhi. La vita dell’anziana signora si svolge all’interno dello stesso albergo nell’attesa di trovare la chiave per aprire una stanza – metafora del suo passaggio nell’aldilà.

La pittrice Lolita Timofeeva www.lolitatimofeeva.it raffigura le finestre dell’albergo Drapperie, di fronte al quale ha abitato per tanti, come un invito al voyeurismo. Ha ritratto le sue finestre come piccoli teatrini, come palcoscenici per la rappresentazione di storie umane. L’artista ha spiegato che alcune scene le ha trasferite sulla tela tali e quali, affascinata dall’ambiguità della situazione, affermando che spesso la realtà supera la fantasia. Altre, invece, sono di pura invenzione.

Giorgio Celli, parlando del libro scritto a quattro mani, ha fatto un’escursione nell’affascinante mondo di due visioni diverse: lui, materialista, maschilista e realista e Costanza, che ogni cosa la percepisce come un simbolo, un segno, una metafora.

La serata si è conclusa con un brillante confronto dialettico fra Lolita Timofeeva e Giorgio Celli sull’approccio dello spettatore a un’opera d’arte vista come proiezione di se stessi, come un’immagine di se riflessa nello specchio, degna di analisi Freudiana”.

Bookmark and Share

Scritto da kengarags

Scrivi Commento